MAMMAZZO!

MAMMAZZO!

Produzione: Barabba’s Clown

Regia e Testi: Ferruccio Cainero
Attori: Francesco Giuggioli, Diego Bognani, Gianluca Previato

Nel 1977 a Udine si incontrarono tre giovani che decisero di chiamarsi teatro Ingenuo. Dettero vita ad uno spettacolo ispirato alla tradizione della commedia dell’arte e del clown Ne risultò un vero e proprio “classico” del genere.
Come si sa i classici non invecchiano mai. E di fatti eccoli qua di nuovo dopo 34 anni  a saltare fare lazzi e capriole i tre clown! Allora si chiamavano Ferruccio Giovanni e Visenzio, adesso si chiamano Diego Francesco e Giacomo, ma l’ingenuità che brilla nei loro occhi è la stessa, l’ingenuità di chi crede che non esiste denaro che possa comperare un sorriso.

Signori e signori,

la commedia,

è finita.

Commento dell’autore.

Lo spettacolo, è diviso in tre parti. Nella prima parte,  “Mammazzo” che da il titolo all’intero spettacolo,  i tre giovani autori  interpretano il clown come una moderna maschera della commedia dell’arte. Le figure sono stilizzate, i gesti e le espressioni,mai abituali e quotidiani,ma sempre “altri” diversi, inusuali. Il gioco delle parti è scandito da un ritmo estremamente preciso, che richiede un grande affiatamento tra i tre interpreti. Tutto procede come in uno di quegli orologi  delle camere delle meraviglie che tanto incantavano il pubblico aristocratico  del 600 e 700, i secoli appunto della commedia dell’arte e nello stesso tempo come in un  moderno cartone animato.

In “Flamenco” invece, seconda parte dello spettacolo,  l’August resta solo in scena. I tempi si dilatano a piacimento dell’artista nel suo gioco di intesa con il pubblico. Con l’August   riscopriamo il piacere della lentezza e il gusto per il particolare. Gli ci vorranno 10 buoni minuti per riuscire a prendere in mano la chitarra e suonare un accordo, ma quante cose accadranno in quei meravigliosi 10 minuti.

Ne “la zuppa di piselli” che è l’ultima parte dello spettacolo, una breve farsa tradizionale viene reinterpretata con tecniche che spaziano dalla pantomima al teatro di cabaret,alla cultura del fumetto e del cartone animato .
Possiamo quindi dire che nell’arco di sessanta minuti i nostri tre giovani attori ripercorrono le tappe fondamentali dello sviluppo della figura del clown e con loro il pubblico.
Proprio per questa caratteristica di piccola antologia di stili, lo spettacolo oltre che essere fresco e divertente ha sicuramente un interessante valore pedagogico ed informativo, che lo rende molto adatto per un pubblico di giovani interessati alla figura del clown.

 

DATI TECNICI:

– Sala oscurabile.
– Spazio scenico: larghezza 8 metri – profondità 6 metri.
– altezza 3 metri.
– Impianti luci: fornito dalla compagnia. Impianto LED con assorbimento massimo di 3Kwatt
– Collegamento elettrico. Presa monofase 220V 16A.
Potenza massima assorbita 3 KW.
– Destinazione: qualsiasi pubblico.

Lo spettacolo è rappresentabile anche in spazi all’aperto se allestiti con palcoscenico quintatura nera, sedie per il pubblico, luogo isolato e silenzioso con accesso consentito al solo pubblico e dopo il tramonto.

N.B. In caso di spettacolo all’aperto, la certificazione dell’impianto elettrico e corretto montaggio è a carico dell’organizzazione.

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