22 Febbraio, 2027 - 20:30
NON C’È DUE
Mumble Teatro
REGIA Davide Marranchelli
DRAMMATURGIA Gaia Barco, Giulia Cattaneo, Riccardo Di Cola, Federico Gritti, Davide Marranchelli
CON Riccardo Di Cola e Federico Gritti
Luogo: Sala Polivalente Luca Attanasio - Centro Civico Agorà
Via Monviso, 7 – 20044 Arese (MI)
BIGLIETTERIA
Ingresso intero
€ 13,00 (botteghino)
€ 11,00 (SCONTATO online – www.oooh.events)
Ingresso ridotto
€ 10,00 (under 16 e over 65)
Ingresso speciale
€ 5,00 (Possessori Tessera Sostenitore)
UNA SERATA
DI POETI & VAGABONDI
DALLE 19:30
Aperitivo del pubblico
Un momento informale per arrivare con calma, incontrarsi, fermarsi a parlare e prepararsi allo spettacolo.
Non un’attesa, ma l’inizio della serata.
DOPO LO SPETTACOLO – Cena con gli artisti
Quando il sipario si chiude, la serata non finisce.
Chi lo desidera può fermarsi presso Make It Villa per condividere un momento conviviale insieme agli artisti.
Il bar resta aperto con consumazioni libere.
Per chi desidera usufruire delle proposte di ristorazione è richiesta la prenotazione. Prenotazione menù
TICKET
NON C’È DUE
Mumble Teatro
In ognuno di noi esiste una voce molto semplice e ostinata. Una voce spesso
coperta da altri rumori, nel continuo movimento delle nostre giornate.
Ma quando il rumore si abbassa, quella voce torna a farsi sentire e pone sempre la stessa
domanda: perché? “Chi te lo fa fare?” È la domanda che attraversa Il mito di Sisifo
e che, oggi come allora, continua a risuonare nelle nostre vite.
Da qui prende avvio Non c’è due: un’indagine ironica e fisica sull’assurdità dell’esistenza quotidiana.
Due perfetti esemplari di Homo sapiens, immersi in una routine lavorativa (ed esistenziale)
che inizia a incrinarsi. I gesti si ripetono, si deformano, si inceppano.
Il corpo tradisce ciò che la parola non riesce a dire, rivelando crepe, dubbi,
domande mai risolte. Attraverso il linguaggio del teatro fisico, lo spettacolo esplora
interrogativi universali, il senso del lavoro, il bisogno d’amore e la ricerca della felicità,
senza offrire risposte definitive. Non c’è due invita a guardare l’assurdo con lucidità e, forse, con un sorriso.



