L’albero m’ha parlato

Barabba's Clowns
di Ferruccio Cainero
regia di Ferruccio Cainero
con Giada Frandina

Genere: teatro per le nuove generazioni – teatro in natura – racconto scientifico.

Argomento spettacolo: Intelligenza delle piante, rispetto dell’ambiente, mondo vegetale, evoluzione della specie, sostenibilità.

Pubblico: per tutti – dai 6 anni

Sinossi:
La signora Piantoni, dopo tre mesi di dieta a base di sole insalate, scopre improvvisamente di riuscire a dialogare con le piante. Durante una passeggiata nel bosco, infatti, si ritrova a conversare con una piantina… e le piante cominciano a raccontarle il loro mondo: come vedono, sentono, comunicano, esplorano il terreno e, qualche volta, persino giocano.
Lo spettacolo invita bambini e bambine a guardare la vita dal punto di vista delle piante — esseri viventi senza gambe, muscoli o occhi, ma ricchi di sensorialità, intelligenza diffusa e memoria. Un viaggio poetico e scientifico che fa ridere, stupire e riflettere.
Il suo racconto, coinvolgente e divertente, guida il pubblico tra radici curiose, foglie che “parlano”, fagioli che giocano, mimose timide e alberi che fanno festa quando soffia il vento.
L’obiettivo non è umanizzare le piante, ma scoprire il mondo vegetale dalla loro prospettiva, grazie alle più recenti ricerche sulla neurobiologia vegetale, in particolare quelle del professor Stefano Mancuso (LINV – Università di Firenze) e di Paco Calvo (Minimal Intelligence Lab – MINT, Barcellona).
Le piante non sono esseri passivi: comunicano, apprendono, ricordano. Sono i veri “nonni” della Terra, presenti sul pianeta da milioni e milioni di anni, e costituiscono circa il 95% della biomassa terrestre. Abbiamo molto da imparare da loro — se solo sapessimo ascoltarle.

“Un'avventura tra radici, tarantelle e misteri verdi”

Spunti sul tema trattato:
Basandosi sulle ricerche di Mancuso e Calvo, il progetto affronta temi fondamentali per l’educazione ambientale contemporanea:
• l’intelligenza diffusa nel mondo vegetale
• la comunicazione tra piante
• la sostenibilità e la cooperazione con l’ambiente
• l’evoluzione delle specie e l’adattamento
• la distinzione tra percezione animale e percezione vegetale
• il concetto di non-individualità della pianta (organismo modulare) Lo spettacolo si allinea perfettamente ai percorsi scolastici 2025 e ai traguardi dell’Agenda 2030: Obiettivi 4 – 11 – 12 – 13 – 15 (educazione, comunità sostenibili, consumo responsabile, clima, vita sulla Terra).

Note di regia:

Lo spettacolo nasce per accompagnare il pubblico in un viaggio ironico e poetico nel mondo vegetale, dove la narrazione diventa dispositivo di meraviglia.
È concepito come teatro in natura: il contesto ambientale non è sfondo, ma parte viva della scena. Parchi, giardini, cortili scolastici e boschi diventano un’estensione naturale del racconto.
Pur privilegiando gli spazi aperti, la struttura drammaturgica e la relazione diretta con il pubblico sono pensate fin dall’origine per garantire una piena adattabilità anche negli spazi teatrali e scolastici. In queste situazioni, il palcoscenico viene trasformato in un luogo di ascolto condiviso: i bambini siedono in cerchio attorno all’attore, ricreando la stessa prossimità, intimità e attenzione che si genera in natura.
Questa configurazione mantiene intatta la forza evocativa dello spettacolo e ne preserva la dimensione immersiva, permettendo di proporre “L’albero m’ha parlato” con efficacia sia all’aperto sia in teatro, in aula magna, in biblioteca o in aule scolastiche.

DATI TECNICI

SPAZIO IN NATURA adatto per un gruppo di ascolto di circa 50/60 bambini e bambine che si pongono a semicerchio in parte seduti a terra e in parte su sedie predisposte dall’organizzatore. Il luogo ideale un giardino o un parco. Adattabile anche in aule di adeguate dimensioni.

All’aperto (contesto originario di concezione)
• orti e giardini scolastici
• cortili
• parchi cittadini
• boschetti didattici
• prati o radure

In questi luoghi, l’ambiente naturale diventa estensione della scena.

Al chiuso (con piena efficacia, in caso di maltempo o per esigenze organizzative)
• Teatro: il palcoscenico diventa il “nuovo spazio naturale”, con i bambini seduti in cerchio attorno all’attore, mantenendo la forza evocativa dello spettacolo.
• aula magna
• aula di scienze
• biblioteca
• piccola palestra o salone scolastico

In tutti questi contesti, la struttura narrativa e la relazione ravvicinata con il pubblico garantiscono la stessa qualità immersiva della versione en plein air.

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